.

.

L'azìola



I

"Non senti l'azìola che grida?"
"Dev'essere vicina", disse Mary
mentre stavamo seduti nel crepuscolo
prima che tutte le stelle si accendessero, prima
che portassero a noi le candele;
e io che immaginavo questa azìola fosse
una donna noiosa domandai:
"Chi è l'Azìola?". Oh come fui felice quando seppi
che non era per nulla cosa umana, né un essere
simile a me da temere e da odiare!
E Mary mi vide nell'animo e rise, dicendo:
"Non ti preoccupare, è solo un piccolo gufo
coperto di lanugine".


II

O triste azìola, a sera,
quante volte ho ascoltato la tua musica
vicino a boschi e ruscelli, sui campi, sul fianco
delle montagne o sui prati, nell'ampie paludi, -
una musica tale che voce né liuto, né vento
né uccello mai commosse la mia anima
come la tua, così diversa eppure
tanto più dolce. O triste azìola, fino
da quel momento di amo, ed il tuo grido triste.

 


"The Aziola"

I


"Do you not hear the Aziola cry?
Methinks she must be nigh",
said Mary, as we sate
in dusk, ere stars were lit, or candles brought;
and I, who thought
this Aziola was some tedious woman,
asked, "Who is Aziola?" How elate
I felt to know that it was nothing human,
no mockery of myself to fear or hate:
and Mary saw my soul,
and laughed, and said, "Disquiet yourself not;
'Tis nothing but a little downy owl."

II

Sad Aziola! Many an eventide
thy music I had heard
by wood and stream, meadow and mountain-side,
and fields and marshes wide,
such as nor voice, nor lute, nor wind, nor bird,
the soul ever stirred;
unlike and far sweeter than them all.
Sad Aziola! from that moment I
loved thee and thy sad cry.